Razza di appartenenza: Misto di Razze

Antichissima schiera di eremiti viaggiatori che, dalla notte dei tempi, vagavano per tutta Arkhesya e forse oltre senza apparente meta. Un tempo erano molto numerosi e percorrevano l’intero territorio. Giunti nelle vicinanze di un villaggio o di una città, costruivano una casupola di legno in una zona al di fuori della cinta muraria e comunque distante dalle zone abitate. Rimanevano il tempo necessario a conoscere usanze e tradizioni dei luoghi in cui si stabilivano. Giungeva però inevitabilmente il momento in cui, dopo un certo periodo di tempo, distruggevano la casupola dandola alle fiamme e si avviavano con lo stretto necessario verso una nuova meta. Erano riconoscibili per l’ampia tunica color sabbia che usavano indossare, stretta in vita da una cinta di fibra vegetale molto spessa. A prima vista parevano devoti di qualche oscura loggia segreta ma non lo erano.
Nessun marchio o insegna li distingueva o ne indicava l’appartenenza a qualche affiliazione; spiriti liberi, trascorrevano la vita a conoscere e a viaggiare. Si poteva piuttosto dire che fossero dei profondi conoscitori della storia di Arkhesya, delle razze e creature che l’abitavano e, per mezzo di antichissimi racconti misti di fantasia e realtà, incantavano la popolazione dei villaggi nelle serate attorno al fuoco. Tramandavano da maestro a discepolo il loro scibile con l’arte del racconto. La trasmissione orale della conoscenza era fondamento portante della loro filosofia di vita. Narratori affascinanti e colti studiosi calamitavano persone di ogni ceto con i loro racconti. Per questi instancabili viaggiatori era fondamentale non mettere radici ma donare conoscenza e saggezza ai popoli.

Varnutis è probabilmente l’ultimo rappresentante di questa tradizione: la sua disponibilità e gentilezza con chi si recava a fargli visita era proverbiale e teneva fede all’antichissima tradizione di accoglienza dei narratori erranti.